mercoledì 2 dicembre 2020

Meditazione in movimento

 Una delle cose più belle della corsa è proprio il fatto di prendere e uscire: decidere di affrontare una dura salita che ti porta in cima a quella collina, costeggiare il fiume, attraversare un bosco; percepire con tutti i sensi, corsa dopo corsa, il passaggio delle stagioni, notare dettagli che spesso le corse, quelle affannose, quelle della vita quotidiana, ci fanno trascurare, come la fioritura di un albero e la semina nel tepore di primavera, la crescita e il raccolto di una coltivazione sotto la calura estiva, i caldi colori e i frutti dell'autunno, il gelido avanzare della stagione invernale.

Tutto questo è sublimato dal correre, che esclude la calma contemplazione del paesaggio, e che non considera l'idea di fermarsi a fare foto, che limita in qualche modo addirittura il pensiero, rendendolo fluido, sfuggente, una sorta di meditazione in movimento che riaccende i sensi, e riconcilia con noi stessi e con quello che ci circonda: il mondo. 



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